Il tè verde si ricava dai germogli delle foglie e dalle foglie giovani della pianta camellia sinensis, sempreverde pianta del tè. Se vogliamo risalire alle sue origini dobbiamo tornare indietro di qualche anno...; in Cina, per la precisione, e circa nel 2700 a.C. quando alcuni imperatori usavano mettere le foglie della pianta in infusione in una brocca di acqua bollente, dando inizio a questo benefica usanza. Alcuni antichi testi medici cinesi descrivono i benefici effetti del té, mentre un monaco giapponese, nel 1211 d.C., scrisse un libro dedicato alla pinta, intitolato mantenere la salute bevendo tè, dove, tra l'altro, dichiara che il tè è una medicina miracolosa per mantenere la salute e ha lo straordinario potere di prolungare la vita. Ci sono solo tre tipi di tè: nero, oolong e verde, classificati in base al metodo di lavorazione. Si differenziano uno dall'altro per la durata della fermentazione delle foglie. Il tè nero viene essiccato e fermentato, l'oolong parzialmente fermentato, quello verde viene solamente lavato e riscaldato per prevenire la fermentazione.
La ricerca degli ultimi anni mette in evidenza le straordinarie proprietà di anti-invecchiamento e antiossidanti del tè verde. Si è osservato che nei paesi dove è più altro il consumo di questa bevanda, (principalmente Cina e Giappone) è inferiore l'incidenza di cancro al seno, colon, pelle, pancreas, esofago e stomaco e sicuramente elevato il numero dei longevi.
Gli studiosi sono del parere che nel tè sono presenti un tipo di componenti (oltre i carotenoidi, clorofilla, polisaccaridi, grassi, vitamina C ed E, manganese, potassio e zinco),
che fornisce enormi benefici per la salute: i polifenoli, eccezionali antiossidanti.
contenuti anche in altri vegetali, nella frutta, nel caffè, cioccolato e vino rosso. In effetti, tutti i tre tipi di tè contegono polifenoli, ma nel tè verde, essendo minima l'ossidazione, rimangono del tutto inalterate le proprietà antiossidanti dei polifenoli.
Ultimo in ordine di arrivo, dal Giappone, uno studio dove si afferma che se bevuto regolarmente (e si intende l'assunzione di circa 2 tazze al giorno), il tè verde mostrerebbe proprietà neuroprotettive in particolare contribuendo alla prevenzione di malattie quali il Parkinson e l'Alzheimer. Lo studio è stato condotto su oltre mille giapponesi con un'età superiore ai 70 anni. Sull' American Journal of Clinical Nutrition, infatti i ricercatori dell'Università di Tohoku, così commentano: Più tazze di tè verde si devono, minore è la perdita delle facoltà cognitive. Nelle foglie della bevanda co sono anche alcuni componenti in grado di proteggere le cellule cerebrali dai danni tipici delle malattie neurodegenerative.
Potremmo spiegarci così, quindi, le particolarmente basse percentuali di forme di demenza senile, nel Paese del Sol Levante, dove da millenni l'assunzione del tè verde è un rito oltre che una rilassante abitudine? Ma attenzione, come sempre non bisogna cadere nell'uso indiscriminato anche di sostanze naturali. Un uso eccessivo di tè verde, in soggetti predisposti, può provocare irritabilità (ricordiamo che contiene caffeina) e peggiorare un'ulcera gastrica o duodenale. Inoltre, chi soffre di insonnia dovrebbero evitarlo, mentre gli ipertesi potrebbero consumarlo con moderazione, ma con la supervisione del medico, meglio se buon conoscitore dei componenti del tè verde.

Dott. Edmondo Palmeri