Può sembrare paradossale, ma in un epoca di benessere come la nostra, molte sono le persone malnutrite. La malnutrizione non è conseguenza del mangiare poco, è una condizione che si manifesta quando non siano completamente soddisfatte le esigenze nutritive, quantitative ma soprattutto qualitative, di un organismo; in altre parole, quando si verifica la mancanza di una o più componenti essenziali presenti nella dieta alimentare: proteine, alcuni aminoacidi, acidi grassi essenziali, sali minerali, vitamine, acqua e, anche se può sembrare strano, ossigeno! Una causa importante di malnutrizione è senz’altro la mancanza di educazione alimentare. Recenti e innumerevoli studi scientifici dimostrano infatti che nella nostra società tanti problemi di salute e diverse malattie derivano da errate abitudini alimentari, che indiscutibilmente peggiorano la qualità della nostra vita. Tutto questo potrebbe essere evitato e i danni alla nostra salute sicuramente ridotti se, sin dalla prima infanzia si mangiasse sano e con quantità adeguate, seguendo un corretto regime alimentare per tutta la vita. Negli ultimi decenni le profonde modificazioni delle abitudini alimentari familiari, dovute al cambiamento dello stile di vita spesso correlato alla propria attività lavorativa, hanno portato al dilagare di un’ alimentazione scorretta, con introito eccessivo di cibo, aumento delle proteine di origine animale, dei grassi saturi, sodio e, purtroppo, con carenza di zuccheri complessi, fibre, vitamine e sali minerali. A tutto questo si associa la ripetitività e monotonia della dieta: una prima colazione spesso assente o insufficiente; pasti non adeguati dal punto di vista nu­trizionale e intervallati da numerosi e superflui spuntini. Abitudini alimentari così scorrette hanno portato ad un aumento del problema del sovrappeso e della obesità, derivanti, oltre che da scelte alimentari sbagliate, anche da eccessiva sedentarietà. Prendiamo nota allora delle principali raccomandazioni del Prof. Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Predittiva e per la prevenzione all’Istituto Nazionale Tumori di Milano, in linea con quelle emanate nel 2007 dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), la cui missione infatti, è di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza sulle loro cause.

Quali sono i cibi da eliminare e quali quelli da limitare nel consumo?
I cibi dovrebbero essere il più possibile naturali, senza zuccheri aggiunti o additivi, conservanti, coloranti ecc., nonché esenti da fattori inquinanti; meglio se certificati da agricoltura biologica. Scegliere cibi di provenienza vegetale: cereali in chicchi (orzo, farro, grano, kamut, avena); pane o pasta di farine integrali completi, riso tondo integrale, consumati direttamente senza essere lavorati. Alternare le varietà di legumi. Consumare 5 porzioni al giorno tra verdure non amidacee e frutta di stagione. Limitare il consumo di alimenti fortemente calorici e di bevande zuccherate (compresi i succhi di frutta). Questi cibi ci danno un immediato senso di benessere, ma dopo poco tempo ci fanno sentire deboli e confusi. Si tratta di cibi ad alto indice glicemico (ad es. farine raffinate tipo 00, tutti i cibi e le bevande contenenti zucchero: biscotti, gelati, prodotti di pasticceria in genere). Evitare di aggiungere zucchero al latte e allo yogurt. Non acquistare yogurt con aggiunta di frutta, poiché sono sempre addizionati con zucchero o altri dolcificanti ancora più dannosi. Limitare il consumo di carni rosse (ovine, suine e bovine, compreso il vitello) a 300 - 500 grammi alla settimana. Evitare tutte le carni conservate (ogni forma di carne in scatola, salumi, prosciutti, wurstel) poiché questi alimenti contengono nitriti, nitrati e glutammato, dannosi per il nostro organismo. Limitare il consumo di sale (non più di 5 grammi al giorno ed usare solo sale marino integrale) e di cibi conservati sotto sale. Si raccomanda alle mamme di evitare di dare ai bambini giornalmente merende salate, tipo patatine e simili. Limitare il consumo di alcool e superalcolici. La caffeina, contenuta in alcune bibite, ostacola l’assorbimento delle vitamine. Per concludere, credo e dico sempre ai miei pazienti che non saranno certo le eccezioni che ci faranno star male, ma non staremo bene se l’eccezione diventerà la regola.

Dott. Edmondo Palmeri